
Molte delle richieste di assistenza che arrivano alla Centrale Operativa non nascono al largo, ma a banchina: una batteria che non teneva più la carica, un filtro sporco, una cima lasciata in acqua. Sono situazioni che dieci minuti di controlli, fatti sempre nello stesso ordine, intercettano prima della partenza.
Questa è la sequenza che consigliamo ai nostri abbonati. Non sostituisce il manuale dell’imbarcazione né le dotazioni previste per la zona di navigazione: è una routine da ripetere a ogni uscita, perché è l’abitudine a rendere affidabile un controllo.
Scafo, coperta e ormeggio
Il primo giro si fa a motore spento, camminando lungo la coperta e guardando anche sotto lo specchio di poppa. Serve a escludere i danni evidenti e a liberare l’imbarcazione da tutto ciò che potrebbe finire nell’elica.
- Cime e parabordi recuperati a bordo, non lasciati a filo d’acqua dove l’elica li prende alla prima marcia indietro.
- Osteriggi e boccaporti chiusi, insieme ai passascafi che non devono restare aperti in navigazione.
- Sentina asciutta e pompa che si avvia davvero quando la provi in manuale.
- Timone ed elica liberi da reti, sacchetti e lenze: si guarda dalla banchina, o con una maschera se l’acqua è torbida.
Motore e impianti
Il secondo giro riguarda ciò che ti riporta in porto. Vale sia per un fuoribordo sia per un entrobordo: cambia dove si guarda, non cosa si verifica.
- Livelli: olio motore e, sugli entrobordo, olio dell’invertitore e liquido di raffreddamento.
- Carburante calcolato sul rientro e non sull’andata, con un margine per il maltempo o per una deviazione.
- Raffreddamento: il getto d’acqua allo scarico deve comparire entro pochi secondi dall’avviamento; se non arriva, si spegne subito.
- Batterie: tensione a riposo verificata e stacca-batteria in posizione, con il circuito motore separato da quello dei servizi.
Dotazioni di sicurezza
Quali dotazioni siano obbligatorie dipende dalla distanza dalla costa entro cui intendi navigare: qui interessa che siano a bordo, accessibili e in corso di validità, non stivate in fondo a un gavone sotto le cime.
- Giubbotti: uno per ogni persona effettivamente a bordo, della taglia giusta anche per i bambini.
- Estintori e segnali di soccorso: revisione e scadenze controllate prima della stagione, non a stagione iniziata.
- Zattera e boette al loro posto, con lo sgancio libero da teli e attrezzatura.
- Cassetta di primo soccorso e torcia stagna: a bordo e note a tutto l’equipaggio, non solo a chi conduce.
Comunicazioni e meteo
Prima di uscire dal porto restano tre verifiche: sono quelle che fanno la differenza nel momento in cui serve chiedere aiuto.
- VHF: prova di portata su un canale di servizio e batteria del portatile carica come apparato di riserva.
- Telefono carico, con il numero della Centrale Operativa già in rubrica e non cercato nel momento del bisogno.
- Previsioni aggiornate all’ultima emissione, con una finestra di rientro decisa in anticipo e comunicata a terra.
Quando chiamare la Centrale Operativa
Se durante i controlli emerge qualcosa che non ti convince, l’uscita si rimanda: è la decisione più economica di tutta la giornata. Se invece il problema si presenta in navigazione, la regola è chiamare prima di tentare manovre che possono peggiorare la situazione: una cima nell’elica o un motore in surriscaldamento hanno esiti molto diversi a seconda di quanto si insiste.
La Centrale Operativa Sailornet risponde 24 ore su 24: raccoglie la posizione e la situazione a bordo, valuta la richiesta e coordina l’operatore più adatto fra quelli della rete. Tempi e modalità dell’intervento dipendono dalle condizioni meteomarine, dalle autorizzazioni previste e dalla situazione locale; le condizioni economiche sono quelle dell’abbonamento sottoscritto.

